My heart’s electrons

I tried to put my heart inside a drawing, but I can’t draw, so I used calligraphy, and tried to get the scorched earth around me in a reasoned map of the sense I’m losing.
I tried to tell a picture of a feeling of a love that digs inside me and will forever like ____, Or just how simple was the genius of ____, who got in like it was home and looks out peacefully, unlike ____ from her tower asking me to lead the way, while _____ crushes me against her like a black hole. And when I breathe I look at distant stars, ____ in her movie, ___ in her music, and where are you know ___? And further still, the crushes I dream on when I like to, like ____ the liar, and ___ the model and ____, of course you know her, you all.
And how my love looks much like atoms do, I know where you might be but it’s not at all exact, I can pencil down a line and then thicken it with chalk: this is where you probably are right now, I can’t pin you down much better.
And so all of those lines are names I’m keeping silent, because they know me and I know them, but I still cannot explain and they haven’t understood how my heart works, how it’s shaped, how it beats. That’s my drawing, my calligraphy, my words: don’t think you’re ever missing, you are all here anyway.img_20180212_232031411.jpg

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Soffio sui chiodi

L’aria morbida, ricordo di te,
embolìa costante.
Sono sordo ad ogni voce
perché il mio orecchio
è verso il silenzio
costruito per separarmi
da tutte e due
le parti di te
che mi mancano:

quella che sei
e quella che è mia.

All I do is writing stones

It is economically sound to have formed a family by the age of 30.
The state benefits for married couples and newborns can be easily deemed universal, as they can be found anywhere in the civilised world.
The global economy, too, is built to satisfy the need of households inhabited by three people or more. Family packs.
Having a well-launched career is the cementification of a good social standing, providing the steady income such nuclei need.

I arrive at this age a social loner, my heart almost pulverised. I’m at the attempt number five, six, or seven of building a life that can stand, so I can rock it the way I want it to. But what I want is too much, my ambitions too large. To fit everything I am, a 4 bedroom house wouldn’t be enough, the income of a full time job won’t cover the research, and finally, the time of a day won’t be enough. Only a calculated overflow could be a feasible life for who I ended up to be.

Living by addition,
all I have to see because I want understanding and control.
I have still some heart left, so please come in,
there’s some fragments you should step on, before they grow too large.
I’m a man, but I don’t really know how,
while I watch the manual burn completely,
we took out what was toxic
and while we rethink the roles
I really do not know what to do with myself.
I’m a straight white european male,
the world’s my fuckin playground
but luckily we stopped the game to try and make it better.
Freedom is power is money is a job it’s your age it’s inside it sits out there
And I don’t know who to give it to
because I want it all
all the songs I want to listen so I can quit your Taylor Swifts on Radio Capital
all the books that tell me places I have friends in
all those games that make me be someone else so I can find myself
and be an actor and a writer and a dancer and play football
and make politics and anarchy and get out there, organise, explain the difference, make it
give all I can give so I can get to be. Get to be that guys who’s paid to be himself and noone else.
CLose the jails, find the way.
Set the world allright so I can leave for Mars.
And find you all on the way there, cause I feel free when I can do what I want
but I feel good only if everybody’s freeer than me.

No light can make us white

If I blew up a colour star
close enough to our system
to paint all of our universe
in a single, brilliant shade
of white
so nothing you could see
you’d be able to tell
and we could all give our eyes
to the pawnbroker, to the landfill,
stick ‘em in the drawer
with used phones and photos
we would still be talking
through the radical change
as nothing happened
over the clatter of cutlery
and the taste of milk and tea
And we would love the sound of voices
and the feeling of firm flesh
even more than we do now
because that would be all
all we have, all that’s left.

We are the coming together
of atoms in organs in bodies
in families and parties
and species and the rest,
all happened just because
there’s nothing that makes sense
and our greatest limit is
the power
to make sense out of nothing.

Agitando il fazzoletto all’ultima nave da crociera: la mia isola deserta

La solitudine è anche un’incapacità di chiedere aiuto quando ne avresti bisogno. Ho una vita complicata da capire, soprattutto quando dico che di vivere non ne ho più voglia, è andata bene così, ancuragrassie.

Mi sono costruito una vita solitaria, distante. Chi è importante è lontano e col tempo andrà per la sua via. Pochissimi ricordano e non posso che essere grato a loro. Non ho intenzione di scaricare il peso delle mie emozioni su di loro.

Per cui piangerò da solo, in questo momento devastante della mia vita, senza chiedere nulla. Non saprei come, non saprei il perché. Sappiate che, nell’isola che sono, resto. E ci sarò per chiunque mi cercherà e quando avrò qualcosa da chiedere a qualcuno, lo farò senza esitare, apparendo dal nulla nei messaggi del suo telefono, come faccio da sempre.

È la mia strada, dopotutto.

Per ora

Non c’è davvero nessuno che vorrei avere intorno per un’ora.
Un minuto, cinque minuti, sì. Fino al mattino, sì. Due ore, anche.
Ma a che cosa serve, da sola, un’ora?
È appena il tempo di mangiare, e dopo aver lavato i piatti salutarsi.
È guardare una puntata di una serie, e poi andare via dopo il primo commento.
Se poi ci sono di mezzo i trasporti pubblici, non è nemmeno tanto, sono tre quarti d’ora.
Non mi bastano per fare l’amore fatto bene, tre quarti d’ora, e se anche ce lo facessi stare, come farei a limitare tutto il tempo a quello?
In un’ora non trovo l’istante per innamorarmi. In un’ora non ti racconto una storia breve, non ti accenno una storia lunga.
In un’ora potrei dimenticarmi che è il tempo di tirare fuori un regalo per te. Solo perché non è pronta la scena, in un’ora.
In un’ora puoi vedermi solo se paghi il biglietto, e non dopo.

Ho un’ora, per te, solo se sono in viaggio. E ora sono solo, e ho soltanto un’ora.
Sto bene da solo. Da solo, per ora, resto.

Dieci minuti al giorno

Da un paio di mesi, ho iniziato a praticare dieci minuti di giocoleria, quasi ogni giorno. Ho comprato delle palline a qualcosa come £1.70, dopo l’entusiasmo di Settembre alla Repubblica Indipendente di Lu. Dieci minuti al giorno è un ottimo trucco per fare un’ora alla settimana di pratica, e se stimiamo venti ore per diventare bravi abbastanza, significa che in quattro mesi puoi arrivare ad essere capace quasi senza accorgertene.

Perciò sono a metà del percorso, e a metà della sessione di oggi ho realizzato alcune cose: che delle palline da due soldi complicheranno la faccenda un casino, e che i lanci peggiori sono quelli della mia mano sinistra. Il che ha una logica, se ci pensi.

Così ho pensato che la mia mano sinistra non mi ascolta, e l’ho guardata e le ho detto “ascoltami!”. E ho pensato che dovrebbe farlo, visto il rapporto privilegiato che abbiamo. E sì, ho pensato all’onanismo (anche se tendo a usare la destra anche lì). E quindi alle persone che hanno avuto la mia mano sinistra addosso, per sesso o per affetto. E così ho pensato che non posso più accarezzare Neve e la sua guancia. Non mi dormirà mai più sulla spalla destra. Le parti di me che sono nostre le ho sentite tutte.

E mi sono lasciato cadere sul letto. E i dieci minuti di giocoleria oggi sono stati cinque.