Sono felice di sapere che ho superato la mia dipendenza da John Frusciante e da una sola canzone.
Ora vago come una scheggia impazzita, che si ferma solo se gli pare dove gli pare, e ho recuperato dal passato il mio gusto personale di saltare dove cazzo dove cazzo mi pare.
In culo facebook, perché mi fate parlare per finta? Il problema è che la colpa non è del media ma delle persone che lo controllano dall’altra parte dello schermo. Mi sento sempre più influenzato da uochi toki ma i giochi delle parole simili fra loro te lo cedo volentieri. Se magari ne esco ci riesco a farlo capire anche a me stesso. Riordinerò la mia cazzo di camera buttando via il me stesso del passato come ho sempre fatto, e frse un giorno piangerò di fronte al mio biografo per non averlo mai più recuperato. Ma se ci penso attentamente so che della vita che ho vissuto chi vuoi che gliene freghi? Non è edificante, non ci sono lezioni, forse posso coprirti di aneddoti di miei amici spacciandoli per veri, per miei o per utili, ma sarà solo dettato dalla mia voglia del momento di prenderti per il culo. E qui ritorno a bomba sulla prima riga di questo capoverso: come credi che possa sentirmi io se per chiederti cosa fai nella vita tu ti senti attaccato nell’intimo? A cosa credi servano il confronto, la comunicazione e lo scontro di civiltà, se non a formare un qualcosa di migliore? Quindi siediti, ti prego, e raccontami cosa ti rende un fottuto complessato, tanto è difficile che riesca a sentire qualcosa di peggiore di quello che ho già visto e già sentito e già vissuto. La magia del minuto passato mi ha stordito. Chiedo scusa e torno in riga, passo e chiudo.
Ora vago come una scheggia impazzita, che si ferma solo se gli pare dove gli pare, e ho recuperato dal passato il mio gusto personale di saltare dove cazzo dove cazzo mi pare.
In culo facebook, perché mi fate parlare per finta? Il problema è che la colpa non è del media ma delle persone che lo controllano dall’altra parte dello schermo. Mi sento sempre più influenzato da uochi toki ma i giochi delle parole simili fra loro te lo cedo volentieri. Se magari ne esco ci riesco a farlo capire anche a me stesso. Riordinerò la mia cazzo di camera buttando via il me stesso del passato come ho sempre fatto, e frse un giorno piangerò di fronte al mio biografo per non averlo mai più recuperato. Ma se ci penso attentamente so che della vita che ho vissuto chi vuoi che gliene freghi? Non è edificante, non ci sono lezioni, forse posso coprirti di aneddoti di miei amici spacciandoli per veri, per miei o per utili, ma sarà solo dettato dalla mia voglia del momento di prenderti per il culo. E qui ritorno a bomba sulla prima riga di questo capoverso: come credi che possa sentirmi io se per chiederti cosa fai nella vita tu ti senti attaccato nell’intimo? A cosa credi servano il confronto, la comunicazione e lo scontro di civiltà, se non a formare un qualcosa di migliore? Quindi siediti, ti prego, e raccontami cosa ti rende un fottuto complessato, tanto è difficile che riesca a sentire qualcosa di peggiore di quello che ho già visto e già sentito e già vissuto. La magia del minuto passato mi ha stordito. Chiedo scusa e torno in riga, passo e chiudo.
Grande Dan! al rogo Facebook!